
Orizzonti #52 – Paolo Pellegrin
10 Maggio 2019 - Orizzonti“Sono più interessato a una fotografia che è “incompiuta”, una fotografia suggestiva che può innescare una conversazione o un dialogo. Ci sono immagini che sono chiuse, finite, in cui non c’è modo di entrare”.

Paolo Pellegrin, classe 1964, nasce a Roma da genitori architetti; inizialmente frequenta la facoltà di architettura all’Università La Sapienza di Roma, ma abbandona gli studi senza conseguire la laurea in quanto comprende che non è quella la sua strada e inizia a cercare nuove possibilità.

Poi finalmente arriva la fotografia che diventa per Pellegrin lo strumento di espressione che gli permette di dare un senso non solo a quello che vuole osservare, ma anche a quello che vuole essere.

La fotografia si configura come uno spazio in cui trovare la propria IDENTITÀ: una continua ricerca della propria interiorità. Caratteristica principale del lavoro di Pellegrin è il bianco e nero.

Nel 2005 entra a far parte dell’agenzia Magnum.
La maggior parte dei suoi progetti si inseriscono nel campo della fotografia sociale.
Inizia a ritrarre gli emarginati, i senzatetto, gli immigrati, ecc. Il progetto premiato con il Word Press Photo nel 2013 è “The crescent” e documenta una zona chiamata appunto “crescent” di Rochester, nello stato di New York, quartiere famoso per il suo alto tasso di criminalità e omicidi.

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Testo: Elisa De Candia e Annarita Galantino
© All Pictures property of Paolo Pellegrin


