Orizzonti #30 – Nan Goldin

7 Maggio 2019 - Orizzonti

“Sento il bisogno di ricordare tutto. La fotografia viene da questo bisogno.” Così si racconta Nan Goldin in un’intervista del 1986 per “Aperture”, parlando della sua ossessione per la memoria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nata a Washington nel 1953, dopo un’adolescenza turbolenta segnata dal suicidio della sorella, viene allontanata dalla famiglia.

Trasferitasi prima a Boston e poi a New York, trova negli amici la sua famiglia sostitutiva e tra la fine degli anni ‘70 e gli inizi degli anni ‘80 diventa un’appassionata cronista della vita intima quotidiana sua e delle persone a lei più vicine, spesso tossicodipendenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The Ballad of Sexual Dependency” è un’opera rivoluzionaria, un diario visivo pubblico in cui sono raccolte storie di sesso, violenza, droga, marginalità e dolore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non c’è distinzione tra arte e vita: i ricordi privati diventano un racconto sulla fragilità umana, da far leggere a tutti, a differenza di un diario privato.

Pubblicato nel 1986, è un progetto in continua evoluzione, aggiornato costantemente e trasformato in una sequenza filmica di circa 700 scatti a colori di cui esistono diverse versioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1993, in collaborazione con Nobuyoshi Araki, ha realizzato “Tokio Love”, una serie di immagini sulla gioventù giapponese e sulle loro relazioni.

Sito Web:

Nan Goldin Instagram

Testo Mariella Vitale

©All Pictures by Nan Goldin