Orizzonti #23 – Bettina Rheims

7 Maggio 2019 - Orizzonti

Al centro del lavoro di Bettina Rheims c’è sicuramente l’universo femminile, di cui è riuscita  a catturare forza e fragilità infrangendo, sin dall’inizio della sua carriera, i tabù dominanti in quel periodo.

Nata a Parigi nel 1952, si è avvicinata alla fotografia alla fine degli anni ‘70, quando il suo compagno, lo scrittore Serge Bramly, le regalò una Leica.

Affascinata dal mondo delle ballerine di Pigalle, decise di ritrarle, iniziando così una carriera che la porterà ad esporre in tutto il mondo e ad occuparsi delle campagne pubblicitarie di marchi come Chanel e Lancôme.

Ha esordito in un ambiente prevalentemente maschile e il suo sguardo anticonvenzionale, poco “femminile” per l’epoca, è stato spesso oggetto di critiche da parte delle femministe. Non ci si aspettava questi lavori da una donna.

In realtà dietro ogni singolo scatto della Rheims c’è un profondo rispetto per le donne e un interesse non solo per il loro corpo, ma soprattutto per le loro menti.

Nel 2014 ha realizzato un serie di ritratti di 120 detenute francesi, ascoltando le loro storie e prendendo appunti, che in seguito sono diventati testi che accompagnano le immagini.

Tra i progetti precedenti più famosi e controversi ci sono sicuramente “Modern Lovers”,“Chambre Close” (il suo primo lavoro a colori e l’inizio della collaborazione con Serge Bramly), I.N.R.I (la storia della vita di Cristo in chiave contemporanea, teatrale e provocatoria) e “Gender Studies”.

Sito Web:

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Testo Mariella Vitale

©All Pictures by

Bettina Rheims