#83 – Bastiaan Woudt

27 Marzo 2020 - Orizzonti

“I believe that in art photography, you have to create a little dream world: a unique insight into the photographer’s mind. Black and white help to differentiate from reality. Therefore, the focus stays much more on the subject.”

Bastiaan Woudt ha scelto di scattare in bianco e nero perché ritiene il colore un elemento di distrazione, per riuscire a discostarsi dalla realtà e focalizzarsi meglio sul soggetto.

Olandese, classe ‘87, fotografo fresco di attività, scatta da soli 5 anni.  Ha avuto la così detta  “The Meteoric Rise”, l’ascesa meteorica, affermandosi nella fotografia contemporanea  con i suoi lavori dallo stile unico, intenso, pulito, astratto ed attentissimo ai dettagli.

La sua formazione è esclusivamente da autodidatta, come si può leggere nel suo sito, ha divorato libri di storia della fotografia, studiato arte, visitato mostre e fiere, non fermandosi mai nella sperimentazione dell’uso delle macchine fotografiche e della post produzione. I suoi principi ispiratori sono i grandi maestri della fotografia, Irving Penn, Richard Avedon, Man Ray, Bill Brandt, da cui ha colto l’uso del bianco e nero e delle dinamicità, imperfezioni e unicità. La pittura olandese gli ha insegnato l’uso della luce e le sculture romane l’approccio al corpo che fotografa trasformando i soggetti sia nei ritratti che nei nudi, in umani irreali quasi ideali conferendo all’immagine classica una forma contemporanea.

In questo brevissimo tempo è riuscito a fissare la sua tecnica fotografica come una firma unica, con l’uso del medio formato, che porta ad una qualità dei dettagli definita da lui stesso straordinaria. Nelle sue immagini usa parti sfocate e granulosità, è attento ad ogni particolare e anche se scattare in medio formato è un processo più lento e pesante guardando il risultato con soddisfazione afferma: “ne vale la pena”.

Dal 2014 ad oggi ha partecipato a mostre collettive e personali in diverse città come Amsterdam, Parigi, Londra, New York.

Ha ricevuto diversi riconoscimenti, incluso l’essere stato nominato al New Dutch Photography Talent dai creatori di GUP Magazine nel 2014 e premiato dal  British Journal of Photography “ Ones to watch”  nel 2016. Nell’anno successivo gli è stato assegnato il premio Van Vlissingen Art Foundation, che ha reso possibile la serie “Karawan”, una raccolta affascinante di scatti nel contesto di una carovana in Marocco, avendo così la sua prima pubblicazione.

Ha pubblicato altre 5 monografie, per citarne un paio “One” del 2017 dove troviamo ritratti e nudi, scultorei, mossi e nascosti e poi “Mukono” 2017 una raccolta di immagini di questo paese dell’Uganda con ritratti, scene di vita quotidiana e paesaggi descritti dalla sua firma monocromatica, a volte contrastata e volte mossa e dinamica.

Un suggerimento doveroso è quello di non fermarsi alla lettura di questo articolo ma, avendo la fortuna di avere un giovane e talentuoso fotografo contemporaneo vivente in continuo fermento lavorativo, di seguirlo ad esempio, attraverso la sua pagina Instagram “bastiaanwoudt“.

Fonti:

Sito Autore – http://www.bastiaanwoudt.com/

Instagram – https://www.instagram.com/bastiaanwoudt/

Art Limited, articolo – https://www.artlimited.net

Phaseone, intervista – https://stories.phaseone.com/the-meteoric-rise-of-bastiaan-woudt/

Articolo di RIta Ostello

Tutor: Alessia Venditti

All images property of © Bastiaan Woudt