CON L’ADDIO ALLE REFLEX SALUTIAMO ANCHE IL MIRINO OTTICO: E’ UN REALE PASSO AVANTI?

27 novembre 2022 - Futuro Prossimo

Negli ultimi anni le varie aziende del settore come Canon, Nikon, Sony ecc… hanno annunciato l’addio al segmento reflex in favore di quello mirrorless. Naturalmente, questo passaggio ha comportato diversi miglioramenti significativi a livello hardware, ma anche notevoli cambiamenti nel sistema di funzionamento delle fotocamere.

Uno di questi cambiamenti ha riguardato, per forza di cose, il passaggio dal mirino ottico al mirino digitale.

COS’E’ UN MIRINO OTTICO

Il mirino è, banalmente, un sistema che permette di comporre correttamente un’immagine mostrando in tempo reale al fotografo la porzione di scena inquadrata. Ci sono diversi tipi di mirino ottico: quello galileiano, ad esempio, è il più semplice e consiste in una finestrella posta solitamente al lato dell’obiettivo. Tuttavia, questo sistema non mostra esattamente la scena inquadrata ma è soggetto all’errore di parallasse.

Nell’era delle reflex invece troviamo i mirini ottici a pozzetto e a pentaprisma. Per entrambi il sistema si basa su un “gioco” di specchi che parte dall’obiettivo e arriva all’occhio, solo che nel primo caso l’immagine si osserva dall’alto grazie allo schema “a pozzetto” degli specchi mentre nel secondo caso l’immagine si osserva nella stessa direzione della fotocamera grazie alla presenza del pentaprisma.

FUNZIONAMENTO DEL MIRINO OTTICO A PENTAPRISMA E DEL MIRINO DIGITALE

Nei sistemi reflex la luce che passa attraverso l’obiettivo non colpisce direttamente il sensore ma, se utilizziamo il mirino (e non il live view), raggiunge la prima “camera” interna alla fotocamera dove è situato lo specchio reflex (posto a 45° rispetto all’asse della luce). La luce successivamente “rimbalza” sullo specchio e viene proiettata verso l’alto dove raggiunge la seconda “camera”, attraversando un vetro smerigliato. Qui è situato il pentaprisma, un prisma a cinque facce che permette alla luce di raggiungere il mirino ottico. Considerando che dall’obiettivo la luce arriva sottosopra, questo sistema è studiato in modo tale che nel mirino la scena sia ruotata correttamente.

Nei sistemi mirrorless tutto questo processo non avviene: banalmente, la luce che entra dall’obiettivo colpisce direttamente il sensore venendo “letta” in tempo reale, ribaltata elettronicamente e inviata digitalmente al display presente nel mirino.

VANTAGGI DEL MIRINO OTTICO

Il mirino ottico ha dalla sua due grandi vantaggi: il primo è quello di non richiedere alimentazione per funzionare (infatti lo fa anche a macchina spenta). Se consideriamo che un mirino elettronico deve essere luminoso, molto denso di pixel e estremamente fluido, ciò comporta un grande risparmio di batteria. Il secondo grande vantaggio è, naturalmente, quello di mostrare una scena senza “filtri”: pensiamo ad esempio ad un oggetto in rapido movimento; con il mirino ottico la vediamo esattamente com’è, con il mirino digitale sottostiamo ai suoi limiti di refresh e di lag del display.

 

VANTAGGI DEL MIRINO ELETTRONICO

Il primo punto a favore dei mirini elettronici è nella copertura del frame inquadrato: solitamente negli OVF (optical view finder) abbiamo una copertura del 95% mentre in quelli elettronici la copertura è pressoché totale. Questo è un grande vantaggio, soprattutto in determinati contesti dove è indispensabile una precisione assoluta in termini compositivi.

Il secondo vantaggio riguarda la preview: un mirino digitale mostra costa sta effettivamente vedendo il sensore (anche a livello di dynamic-range, cromatico ecc…) ed è in grado di mostrarci in tempo reale eventuali effetti applicati in camera. Col mirino ottico questo ovviamente non avviene.

Il terzo vantaggio riguarda la rapidità operativa e il cosidetto “blackout”: quando fotografiamo con una reflex, infatti, durante lo scatto lo specchio si alza per permettere alla luce di colpire il sensore e in quel momento il mirino diventa nero poiché “tappato”. Questo può rappresentare un problema soprattutto negli scenari che richiedono le raffiche. Con le mirrorless, soprattutto se di fascia alta, questo problema si è notevolmente attenuato.

Gli ultimi vantaggi principali sono le vibrazioni in fase di scatto pressoché assenti nelle mirrroless e la maggior resistenza ad eventuali urti.

Fonte: https://www.canon.it/pro/stories/eos-r-system-faqs/

IL MIRINO ELETTRONICO E’ IL FUTURO, MA NON PER TUTTI

Nonostante il mirino elettronico abbia dalla sua tanti vantaggi, sono ancora tanti i fotografi che prediligono quello ottico. Il motivo è che, nonostante i grandi progressi degli ultimi anni, i mirini elettronici sono ancora un po’ “acerbi”. La luminosità è limitata, i display sono spesso poco fedeli alla realtà, il refresh rate è ancora troppo basso per un utilizzo “naturale” e il lag è ancora evidente. Non ultimo, i consumi sono ancora troppo elevati.

Tuttavia, anche in questo caso, la strada è tracciata e nei prossimi anni la quasi totalità delle fotocamere mainstream monterà mirini elettronici.

Articolo a cura di Gianmarco Barone