Marco Olivotto – ll Colore Inesistente

06 Marzo 2019 - Eventi

Il 10 Aprile Spaziotempo ospita il docente ed esperto in Color Correction Marco Olivotto in un workshop intensivo di una giornata dedicato alla gestione del colore nella postproduzione fotografica.

PROGRAMMA

Il programma si divide in quattro moduli di durata variabile, per un totale di circa otto ore complessive. I moduli affrontano argomenti diversi e solo apparentemente disgiunti, ma hanno lo scopo di parlare del colore nelle immagini, come riprodurlo, come trattarlo. L’argomento del colore è profondo, ramificato e molto complesso, e non è possibile comprenderlo se lo si osserva da un’unica angolazione: per questo vengono proposti percorsi diversi che, alla fine, convergono comunque in un unico punto. L’ultimo modulo fa in parte eccezione: affronta l’argomento dei “selfies” per suscitare una riflessione sul tipo di immagine che proiettiamo e su come questo influenzi la nostra percezione della realtà.

MODULO I – Il colore inesistente
Quando si studia il colore abbastanza a lungo, si arriva a una conclusione paradossale: in senso stretto, ciò che chiamiamo “colore” è una costruzione della nostra mente. Gli oggetti hanno caratteristiche fisiche che ne definiscono l’aspetto, ma ciò che percepiamo è non può ridursi alla semplice fisica. A quel punto si apre un vero e proprio baratro che coinvolge biologia, neuroscienze, teoria evolutiva e molto altro. In sintesi: quando facciamo il più banale dei “clic” apriamo inconsapevolmente un percorso che sembra non avere fine, e che in larga parte rimane incompreso.

MODULO II – RAW vs JPEG
La produzione di immagini in formato RAW al momento dello scatto è lo standard, oggi. Meglio: lo è quasi sempre, perché in certi casi il JPEG ha ancora un suo valore. Affermare che il formato RAW è superiore in ogni modo al JPEG non va al fondo della questione, ed è importante capire che il secondo è a tutti gli effetti un derivato del primo, anche quando il RAW sembra non esserci (come nelle foto scattate con i cellulari). È un paradosso: il sensore di qualsiasi fotocamera, di per sé, è cieco al colore, che viene riprodotto per mezzo di un trucco molto acrobatico. Un modulo in cui si spiegano e si demistificano i due formati, con i loro punti di forza e di debolezza.

MODULO III – Leggere e correggere il colore
Al fine di ottenere risultati ripetibili e coerenti, il colore va espresso per mezzo di numeri. Non solo: i numeri vanno interpretati nel modo giusto. Tutti i moduli di sviluppo, nonché Photoshop, offrono strumenti molto affidabili per mettere in atto quella che dovrebbe essere una prassi, non un’opzione. In questo modulo si introduce la lettura del colore nel metodo Lab e si esemplifica come sia possibile utilizzare i numeri che risultano per valutare che il colore che stiamo osservando sia effettivamente un colore possibile, e non errato.

MODULO IV – Quanto vale un selfie?
Siamo sommersi ogni giorno da montagne di selfies, fotografie che non richiedono di per sé alcuna perizia tecnica. Soggetto, modalità di scatto, illuminazione, resa del colore: tutto contribuisce a costruire un messaggio, e vale la pena di analizzare la differenza tra un “autoritratto” e un “selfie”, perché i due concetti sono ben distinti. Ragionando sul numero di immagini che è possibile produrre, si apre un baratro (anche matematico) di spaventosa profondità. E nasce la domanda: che valore ha oggi, lo sforzo infuso nella realizzazione di una fotografia?

INFORMAZIONI:

Docente: Marco Olivotto

Costo del corso: 100€

Orari:

10 – 14 Prima parte

14 Pausa Pranzo

15 – 19 Seconda parte

Marco Olivotto

Dan Margulis, universalmente riconosciuto come l’uomo che ha inventato la correzione del colore in Photoshop, lo ha pubblicamente definito un uomo del Rinascimento a causa della sua ecletticità. Dopo la formazione classica si laurea in Fisica e si occupa di produzione musicale per quasi vent’anni fino ad approdare al campo dell’immagine, probabilmente a causa di un imprinting ricevuto dal padre, fotoamatore, che fin da bambino lo porta in camera oscura con sé.

Nel 2007 scopre le opere sulla correzione del colore dello stesso Margulis, e diventa suo allievo. Con lui frequenta entrambe le classi ACT (Applied Color Theory) e AACT (Advanced Applied Color Theory) organizzate da PS School, dedicandosi poi professionalmente al ritocco e alla post-produzione delle immagini e aprendo così un nuovo settore nella sua attività

Da sempre dedito all’insegnamento in diversi ambiti (informatica, tecniche audio, linguaggi di programmazione) all’interno di strutture private e pubbliche, nel 2011 decide di dedicarsi anche alla diffusione delle tecniche della correzione del colore in Photoshop, ancora poco note in Italia. Realizza per Teacher-in-a-Box otto videocorsi (uno dei quali in collaborazione con l’amico e collega Marco Diodato, un altro con Roberto Freddi) che rappresentano attualmente la risorsa più organica e globale sulla materia disponibile in lingua italiana. Nel marzo dello stesso anno raccoglie un’idea di Francesco Marzoli e con lui organizza a Pescara il primo Color Correction Campus, un corso intensivo di due giorni che porta gli studenti a lavorare materialmente sulle immagini applicando le tecniche codificate da Dan Margulis nel corso degli anni.

Il Campus si ripete molte volte e si forma presto una community di allievi e appassionati che conta a ottobre 2012 più di seicento iscritti molto attivi nel condividere tecniche, suggerimenti e informazioni.

Collabora con carissimi amici e professionisti del calibro di Tiziano Fruet, Marco Diodato, Daniele Di Stanio, Davide Barranca e Giuliana Abbiati – questi ultimi suoi compagni di viaggio in RBG, il gruppo di lavoro creatosi attorno alla figura del fotografo veronese Roberto Bigano, che si occupa di consulenze e produzione di utilities per Photoshop.

Nel tempo libero ama viaggiare, fotografare, frequentare i suoi affetti lontano dalla folla e preferisce un libro alla televisione. Quando gli dicono che lo considerano un esperto di colore digitale pensa che comunque non sarà mai in grado di riprodurre la scura e profonda luce degli occhi di suo figlio Simone.

Vive a Nogaredo, sulle colline vicino a Rovereto, dove è nato il 27 gennaio 1965.